Come Ritrovare il Titolo di una Canzone

Quante volte ti è capitato di voler riascoltare una canzone sentita alla radio e non ricordarne il nome? Di sicuro hai provato a chiedere a un amico,magari dicendogli:”Conosci quella canzone che fa PAPPA RAPPAPPAPPA…”e ricevendo sguardi pieni di compassione? Da oggi la soluzione è facile e a portata di mano: basta Internet!

Google
Sembra banale ma se ti ricordi anche poche parole di una canzone lui la trova; basta inserire:
“testo che vi ricordate(per es. quel suo volo)” lyrics. Nota che ho messo il testo tra virgolette, questa semplice accortezza migliora di molto la ricerca, mentre la parola lyrics è testo in inglese, una tag diffusa sui siti di testi.

Il secondo metodo ti è d’aiuto se hai la traccia audio, per esempio sul cellulare, audiocassetta o su un 33 giri, e magari non contiene testo che potresti cercare con google.

La soluzione si chiama Tutanic.
Tutanic è un software gratuito sia per Mac e per Windows che riconosce in pochi secondi la canzone che gli stai facendo ascoltare magari attraverso delle casse.

Come Riconoscere le Frazione Equivalenti

Vogliamo dividere equamente le 36 biglie di una confezione fra 4 persone e le 27 biglie di un’altra confezione fra 3 persone. È facile vedere che, nelle due divisioni, ogni persona riceve 9 biglie; in effetti, e .
Le due frazioni e  rappresentano quindi lo stesso numero (il 9); ovvero, sono equivalenti. Ci si può rendere conto dell’equivalenza tra le due frazioni eseguendo le divisioni 36 ÷ 4 e 27 ÷ 3, che danno lo stesso risultato.

 

Come riconoscere frazioni equivalenti

-Utilizzando una calcolatrice

Se si dispone di una calcolatrice, è semplice capire se due frazioni sono equivalenti: basta eseguire le divisioni per trovare i relativi quozienti.
Per esempio, le frazioni e  sono equivalenti perché: 102 ÷ 6 = 17 e 119 ÷ 7 = 17.

 

-Senza utilizzare la calcolatrice

In questo caso, per riconoscere due frazioni equivalenti occorre sapere come scrivere una frazione equivalente a una frazione data.
Si utilizza allora la seguente regola: se abbiamo una frazione, possiamo ottenerne un’altra equivalente moltiplicando o dividendo il suo numeratore e il suo denominatore per lo stesso numero intero naturale diverso da 0.
Ad esempio, le frazioni e sono equivalenti perché: e .

 

 

Come scrivere frazioni equivalenti

Scrivere le frazioni equivalenti può essere necessario per eseguire una somma o una sottrazione di frazioni decimali. Possiamo allora utilizzare la regola esposta nel paragrafo 1.2, nel semplice caso in cui i denominatori delle frazioni siano 10, 100 o 1000.

Ad esempio, se vogliamo scrivere il risultato della somma sotto forma di una frazione decimale, è sufficiente scrivere

.

Come Realizzare degli Aquiloni con Carta di Riso

Un semplice e colorato aquilone con carta di riso e pochi altri materiali, si può agevolmente realizzare, leggendo le brevi istruzioni elencate nella seguente guida. Con un po’ di tempo e creatività otterrete un oggetto molto divertente e d economico, con quale potersi rilassare all’aperto, sopratutto nel periodo estivo.

Occorrente
Carta di riso
Filo di cotone
Spiedini di legno
Matita
Acquerelli
Forbici
Colla vinilica
Pennellino

Prendete la carta di riso e tracciatela sagoma di un aquilone, fate quindi una sorta di rombo allungato, di circa 15* 21 centimetri e dopo, ritagliatelo lasciando un centimetro di margine. Dopo di ciò, con matita e gli acquerelli colorati,disegnate e colorate dei soggetti decorativi di vostro piacimento sopra la carta di riso.

A questo punto, per fare la struttura portante del vostro aquilone di carta di riso, prendete due spiedini di legno legateli con del filo di cotone in modo da formare una croce. Quindi legate bene ogni estremo dei due bastoncini con dei nodi, ed infine legate i 4 fili tra loro ad arco. Poi legate al nodo dell’arco creato un altro filo con spoletta.

Per finire, ripiegate con cura tutti i lati del vostro aquilone di 1 centimetro ed incollateli con la colla vinilica e fate asciugare bene. Infine, posizionate la struttura portante creata con gli spiedini e bloccatela sul retro del vostro aquilone di carta di riso con dei triangolini di carta incollati agli angoli, per fissare bene il tutto.

Come Realizzare Pupazzi con le Molle delle Penne

Nella guida di seguito sono riportati i passi per la realizzazione di un simpatico pupazzetto che dondola sulle penne, esattamente come quelli che si acquistano in cartoleria. L’unica differenza è che questi pupazzetti non sono altro che frutto di riciclo. Leggete la guida per sapere cosa dovremo procurarci per questo simpatico progetto.

Per la realizzazione di questo progetto, avremo bisogno di una penna a scatto non più funzionante. Tirate fuori la molla dall’interno dell’asta della penna e mettetela da parte. Adesso, prendete un deodorante roll on anch’esso terminato e, con molta pazienza, estraete la pallina dall’alloggio. Potete aiutarvi con un punteruolo da inserire tra la pallina e l’alloggio e fare leva, oppure con più pazienza, cercando di tirarla via con le mani.

Lavate per bene la pallina in modo da eliminare la crema sulla sua superficie quindi, con i pennarelli indelebili, scampoli di stoffa o con le tempere, date sfogo alla vostra fantasia trasformando la semplice pallina in un personaggio simpatico. Potreste per esempio realizzare un semplice cono con la stoffa ed attaccarne la base sulla pallina per fare un lungo cappellino e disegnare occhi, naso e bocca con le tempere o con i colori indelebili.

Una volta pronta la pallina-personaggio, procedete con l’incollare la pallina stessa sulla molla che avete recuperato dalla penna, immaginandola come fosse un lungo collo. Infine, incollate l’altra estremità della molla direttamente in cima ad una matita o su una penna. Per fare questo sarà necessario adoperare la colla a caldo, la quale è molto più resistente e si asciuga in fretta. Adesso potete divertirvi a scrivere in compagnia al vostro dondolino personalizzato.

Caratteristiche delle Tipologie di Asparagi

Esistono diverse varietà di asparagi: quelli maggiormente conosciuti sono quelli Verdi e quelli Bianchi, ma esistono anche i Violetti di Albenga, l’asparago Rosa di Mezago, quelli Selvatici che si trovano ormai raramente nei boschi o ai margini dei fossi, le Cime di Luppolo.

Verdi
Sono di tipo carnoso, di sapore deciso ed erbaceo, ma dolce. Sono diffusi in particolare in tutta l’Emilia Romagna, ma anche in alcune regioni del centro e del sud Italia, come la Campania, il Lazio, la Puglia.

Bianchi
La loro caratteristica fondamentale consiste nel fatto che il turione è fatto crescere completamente sotto terra. Dal gusto delicato sono coltivati in Veneto, Friuli Venezia Giulia e nel Nord Europa. La tecnica di coltivazione è piuttosto impegnativa e costosa.
Sembra che la scoperta di questo tipo di asparago sia stata del tutto casuale: si narra infatti che , intorno al ‘500 , in seguito ad una violenta grandinata , alcuni agricoltori , nel tentativo di recuperare parte della coltivazione andata distrutta , si accorsero che il sapore della parte di ortaggio interrata era ottimo . Da allora , nella zona di Bassano , si cominciò a raccogliere i turioni prima che spuntassero dal terreno .
Negli anni questa singolare tecnica di coltivazione si è evoluta , facendo crescere le piante sotto terra o , in superficie , ma coperti da grossi cumuli di terra.
L’asparago bianco deve la sua particolare colorazione alla crescita in assenza di luce: non avviene la fotosintesi clorofilliana.

Violetti di Albenga
Hanno le punte scure , i turioni hanno una colorazione che varia dal rosa pallido al violetto , gambo morbido e gusto dolcissimo ; le caratteristiche organolettiche sono tipiche ed esclusive della zona di Albenga.

Vartise o asparago selvatico
Nel Piacentino gli asparagi selvatici sono conosciuti come “vartise”. Si tratta di un tenerissimo germoglio , la cima del luppolo , che cresce spontaneo lungo siepi , argini e incolti , dove le tecniche agricole non possono arrivare. In realtà questa pianta non ha nulla a che vedere con la famiglia dell’asparago . Negli anni passati comunque , la somiglianza nel colore , nella forma e il coincidere dei periodi di raccolta hanno diffuso la convinzione che si trattasse di un tipo di asparago tanto da definirlo “asparago selvatico”.

Si dice che addirittura gli operai delle fabbriche di birra , utilizzando il luppolo per fare la birra , dopo un lungo periodo di lavoro accusavano una sonnolenza talmente forte da dover effettuare turni brevi di lavoro per evitare di cadere addormentati.
Nell’antico Egitto e nel periodo dell’epoca romana , il Luppolo veniva usato per curare le malattie del fegato , disturbi digestivi e come purificante del sangue.
Mentre per la produzione della birra vengono utilizzate le infiorescenze femminili , in cucina si usano i giovani e teneri germogli.