Caratteristiche delle Tipologie di Asparagi

Esistono diverse varietà di asparagi: quelli maggiormente conosciuti sono quelli Verdi e quelli Bianchi, ma esistono anche i Violetti di Albenga, l’asparago Rosa di Mezago, quelli Selvatici che si trovano ormai raramente nei boschi o ai margini dei fossi, le Cime di Luppolo.

Verdi
Sono di tipo carnoso, di sapore deciso ed erbaceo, ma dolce. Sono diffusi in particolare in tutta l’Emilia Romagna, ma anche in alcune regioni del centro e del sud Italia, come la Campania, il Lazio, la Puglia.

Bianchi
La loro caratteristica fondamentale consiste nel fatto che il turione è fatto crescere completamente sotto terra. Dal gusto delicato sono coltivati in Veneto, Friuli Venezia Giulia e nel Nord Europa. La tecnica di coltivazione è piuttosto impegnativa e costosa.
Sembra che la scoperta di questo tipo di asparago sia stata del tutto casuale: si narra infatti che , intorno al ‘500 , in seguito ad una violenta grandinata , alcuni agricoltori , nel tentativo di recuperare parte della coltivazione andata distrutta , si accorsero che il sapore della parte di ortaggio interrata era ottimo . Da allora , nella zona di Bassano , si cominciò a raccogliere i turioni prima che spuntassero dal terreno .
Negli anni questa singolare tecnica di coltivazione si è evoluta , facendo crescere le piante sotto terra o , in superficie , ma coperti da grossi cumuli di terra.
L’asparago bianco deve la sua particolare colorazione alla crescita in assenza di luce: non avviene la fotosintesi clorofilliana.

Violetti di Albenga
Hanno le punte scure , i turioni hanno una colorazione che varia dal rosa pallido al violetto , gambo morbido e gusto dolcissimo ; le caratteristiche organolettiche sono tipiche ed esclusive della zona di Albenga.

Vartise o asparago selvatico
Nel Piacentino gli asparagi selvatici sono conosciuti come “vartise”. Si tratta di un tenerissimo germoglio , la cima del luppolo , che cresce spontaneo lungo siepi , argini e incolti , dove le tecniche agricole non possono arrivare. In realtà questa pianta non ha nulla a che vedere con la famiglia dell’asparago . Negli anni passati comunque , la somiglianza nel colore , nella forma e il coincidere dei periodi di raccolta hanno diffuso la convinzione che si trattasse di un tipo di asparago tanto da definirlo “asparago selvatico”.

Si dice che addirittura gli operai delle fabbriche di birra , utilizzando il luppolo per fare la birra , dopo un lungo periodo di lavoro accusavano una sonnolenza talmente forte da dover effettuare turni brevi di lavoro per evitare di cadere addormentati.
Nell’antico Egitto e nel periodo dell’epoca romana , il Luppolo veniva usato per curare le malattie del fegato , disturbi digestivi e come purificante del sangue.
Mentre per la produzione della birra vengono utilizzate le infiorescenze femminili , in cucina si usano i giovani e teneri germogli.