Come Riconoscere le Frazione Equivalenti

Vogliamo dividere equamente le 36 biglie di una confezione fra 4 persone e le 27 biglie di un’altra confezione fra 3 persone. È facile vedere che, nelle due divisioni, ogni persona riceve 9 biglie; in effetti, e .
Le due frazioni e  rappresentano quindi lo stesso numero (il 9); ovvero, sono equivalenti. Ci si può rendere conto dell’equivalenza tra le due frazioni eseguendo le divisioni 36 ÷ 4 e 27 ÷ 3, che danno lo stesso risultato.

 

Come riconoscere frazioni equivalenti

-Utilizzando una calcolatrice

Se si dispone di una calcolatrice, è semplice capire se due frazioni sono equivalenti: basta eseguire le divisioni per trovare i relativi quozienti.
Per esempio, le frazioni e  sono equivalenti perché: 102 ÷ 6 = 17 e 119 ÷ 7 = 17.

 

-Senza utilizzare la calcolatrice

In questo caso, per riconoscere due frazioni equivalenti occorre sapere come scrivere una frazione equivalente a una frazione data.
Si utilizza allora la seguente regola: se abbiamo una frazione, possiamo ottenerne un’altra equivalente moltiplicando o dividendo il suo numeratore e il suo denominatore per lo stesso numero intero naturale diverso da 0.
Ad esempio, le frazioni e sono equivalenti perché: e .

 

 

Come scrivere frazioni equivalenti

Scrivere le frazioni equivalenti può essere necessario per eseguire una somma o una sottrazione di frazioni decimali. Possiamo allora utilizzare la regola esposta nel paragrafo 1.2, nel semplice caso in cui i denominatori delle frazioni siano 10, 100 o 1000.

Ad esempio, se vogliamo scrivere il risultato della somma sotto forma di una frazione decimale, è sufficiente scrivere

.

Caratteristiche delle Tipologie di Asparagi

Esistono diverse varietà di asparagi: quelli maggiormente conosciuti sono quelli Verdi e quelli Bianchi, ma esistono anche i Violetti di Albenga, l’asparago Rosa di Mezago, quelli Selvatici che si trovano ormai raramente nei boschi o ai margini dei fossi, le Cime di Luppolo.

Verdi
Sono di tipo carnoso, di sapore deciso ed erbaceo, ma dolce. Sono diffusi in particolare in tutta l’Emilia Romagna, ma anche in alcune regioni del centro e del sud Italia, come la Campania, il Lazio, la Puglia.

Bianchi
La loro caratteristica fondamentale consiste nel fatto che il turione è fatto crescere completamente sotto terra. Dal gusto delicato sono coltivati in Veneto, Friuli Venezia Giulia e nel Nord Europa. La tecnica di coltivazione è piuttosto impegnativa e costosa.
Sembra che la scoperta di questo tipo di asparago sia stata del tutto casuale: si narra infatti che , intorno al ‘500 , in seguito ad una violenta grandinata , alcuni agricoltori , nel tentativo di recuperare parte della coltivazione andata distrutta , si accorsero che il sapore della parte di ortaggio interrata era ottimo . Da allora , nella zona di Bassano , si cominciò a raccogliere i turioni prima che spuntassero dal terreno .
Negli anni questa singolare tecnica di coltivazione si è evoluta , facendo crescere le piante sotto terra o , in superficie , ma coperti da grossi cumuli di terra.
L’asparago bianco deve la sua particolare colorazione alla crescita in assenza di luce: non avviene la fotosintesi clorofilliana.

Violetti di Albenga
Hanno le punte scure , i turioni hanno una colorazione che varia dal rosa pallido al violetto , gambo morbido e gusto dolcissimo ; le caratteristiche organolettiche sono tipiche ed esclusive della zona di Albenga.

Vartise o asparago selvatico
Nel Piacentino gli asparagi selvatici sono conosciuti come “vartise”. Si tratta di un tenerissimo germoglio , la cima del luppolo , che cresce spontaneo lungo siepi , argini e incolti , dove le tecniche agricole non possono arrivare. In realtà questa pianta non ha nulla a che vedere con la famiglia dell’asparago . Negli anni passati comunque , la somiglianza nel colore , nella forma e il coincidere dei periodi di raccolta hanno diffuso la convinzione che si trattasse di un tipo di asparago tanto da definirlo “asparago selvatico”.

Si dice che addirittura gli operai delle fabbriche di birra , utilizzando il luppolo per fare la birra , dopo un lungo periodo di lavoro accusavano una sonnolenza talmente forte da dover effettuare turni brevi di lavoro per evitare di cadere addormentati.
Nell’antico Egitto e nel periodo dell’epoca romana , il Luppolo veniva usato per curare le malattie del fegato , disturbi digestivi e come purificante del sangue.
Mentre per la produzione della birra vengono utilizzate le infiorescenze femminili , in cucina si usano i giovani e teneri germogli.

Come Pescare con la Spirale di Piombo

Quando il mare è mosso e c’è molta schiuma una delle montature più utili e più catturanti è quella costruita con la spirale di filo di piombo. Risulta essere una tecnica utilizzata per pesci forti e veloci che utilizzano queste condizioni del mare per cibarsi dei piccoli pesci in difficoltà. Impara come fare leggendo questa guida.

La tecnica della spirale è molto utilizzata per la pesca del sarago e di altri pesci di scoglio, quindi se vuoi che la tecnica frutti a dovere, dovrai scegliere una buona zona di pesca. Ti consiglio due ambienti che con mare mosso sono a dir poco fantastici, la scogliera naturale a picco sul mare e la spiaggia con fondale roccioso e grossi massi.

Come canna da pesca dovrai utilizzare una bolognese con azione di punta, che ti permetta di gestire e di muovere al meglio la tua esca tra la schiuma. La canna deve essere lunga almeno 4 metri e deve essere leggera e scattante, in quanto durante l’azione di pesca non potrai mai posarla, altrimenti rischierai imminenti incagli sul fondale.

Come mulinello può andare bene un 4000 Shimano caricato del nylon da 0,26 millimetri. Non scendere mai al di sotto di questo diametro perché con le rocce si è sempre a rischio di abrasione. Possibilmente, scegli un mulinello con una buona frizione anteriore che ti permetta di gestire al meglio anche le prede di una certa stazza.

La montatura è molto semplice. Monta una girella numero 10 rinforzata sulla tua lenza madre e costruisci il terminale. Deve essere di un buon fluorocarbon da 0,20 millimetri per una lunghezza di 1 metro e mezzo. Come amo dovrai montare un numero 6 capace di contenere i tranci di sardina. Fatto questo crea una spirale con del filo di piombo al di sopra della girella. Lunghezza e peso della spirale dovrai sceglierle in base alla condizione del mare.

Come Pescare con la Penna di Pavone

La pesca a galleggiante con la penna di pavone si usa tipicamente per la ricerca della trota in lago, ma è una tecnica che trova ampi riscontri anche nella pesca in mare. E’ una tecnica che permette delle catture discrete e che diverte davvero tanto. Se sei desideroso di apprendere non devi far altro che dare un’occhiata a questa guida.

Per iniziare, dovrai acquistare il galleggiante a penna di pavone. E’ un tipo di galleggiante che trovi nei migliori negozi di pesca costruito appunto con una penna di pavone sapientemente piombata per far sì che resti in posizione verticale una volta messa in acqua. Ve ne sono anche di spiombate, ma sono un po’ più difficili da gestire e regolare.

Come canna devi utilizzare una bolognese da 4 metri in carbonio alto modulo che sia leggera e con azione semiparabolica. Puoi acquistare un reggi canna che ti permetta di tenere le mani libere durante la pescata e di ferrare solamente nel momento in cui la penna scompare al di sotto della superficie. A questo punto devi acquistare il mulinello.

Un mulinello di taglia 3000 a frizione anteriore o posteriore può andare più che bene. Carica il mulinello con del buon nylon nello spessore 0,20 millimetri. La montatura è piuttosto semplice. Inserisci la penna in modo scorrevole sulla lenza madre ed assicurati di fermarla mediante uno stopper in gomma regolabile all’altezza desiderata.

Inserisci una girella tripla e collega il terminale. Il terminale puoi costruirlo con del fluorocarbon di misura variabile a seconda dell’ambiente in cui peschi. In mare uno 0,10 millimetri va più che bene, mentre in lago puoi abbondare sino ad uno 0,16-0,18 millimetri. Anche la scelta dell’amo varia da un 18-20 per il mare, fino ad un 6 per le acque interne.

Come Pescare con la Bombarda in Lago

Questa guida può essere utile ai pescatori novelli dato che pescare le trote in lago, in alcuni casi, può essere anche noioso a causa della poca voglia dei pesci di mangiare, perciò si rischia che quel paio di ore che vogliamo trascorrere pescando si trasformino in una vera e propria noia. Ecco nei passi successivi come fare.

Quando arriva la primavera, chi apprezza la pesca come me, prima o poi sente la voglia di andare a pescare qualche trota in lago. La pesca in lago mi rilassa molto, ma allo stesso tempo, come la maggior parte dei pescatori, prendere cappotto non mi piace per nulla, perciò è il caso di conoscere qualche dritta per rendere sufficientemente fruttuosa anche una giornata che può nascere un pò storta. Innanzitutto è cosa buona che ogni pescatore, anche principiante, abbia con sè una cassetta da pesca ben fornita, con galleggianti, piombi, bombarde, ballerine, ecc., perchè non tutti i giorni sono uguali e magari quel giorno il tipo di pesca che vogliamo fare può non dare risultati, perciò è bene essere preparati per cambiare metodo.

Le bombarde, a vedersi, sembrano dei galleggianti, ma in realtà sono strumenti che servono per pescare a recupero. Ogni bombarda ha delle caratteristiche di galleggiabilità e di peso e lavorerà ad una certa profondità in base al G. di galleggiamento che vi è indicato sopra. L’utilizzo della bombarda permette al pescatore di utilizzare al meglio le proprie tecniche di pesca, la propria capacità di andare a stuzzicare le trote pigre. Come montiamo la bombarda? La bombarda va infilata nella lenza madre lasciando la parte più pesante verso il basso e l’asticellina dove passa il filo verso la punta della canna. La fisserete poi con una girellina.

Una volta fissata, dalla parte opposta legherete il terminale che consiglio di fare sempre più lungo piuttosto che troppo corto. La misura migliore di solito va dal 1.80m ai 2.00m. Una volta messo l’amo siete pronti per iniziare la battuta di pesca. Lancerete e prima di chiudere subito l’archetto aspettate qualche secondo. I primi lanci servono al pescatore per capire a quale profondità è il pesce, se sono reattivi o proprio pigri. Una volta preso il primo capirete da soli qual è la strategia migliore da utilizzare.